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La guerra: un'avventura senza ritorno

di Associazione Nazionale vittime Civili di Guerra Onlus-Rimini



Descrizione

Sostienici, dai la possibilità a un giovane di entrare nella storia e contribuirai alla formazione di un CITTADINO migliore di domani !

 La guerra: un'avventura senza ritorno.

Ventinove settembre, mattinata uggiosa, una pioggia fine, continua e fastidiosa. Riparati nel ristretto spazio di un rifugio nel bosco, scavato nel tufo e pieno di umidità, pigiati nel poco spazio, tante persone, vicini di podere e gente sfollata proveniente da altre parti, noi bambini chiassosi, tante donne e vecchi atterriti dalla paura. Un lamento soffocato, che ad ogni minuto si fa sempre più forte e insistente, è in arrivo un  fratellino; bisogna ritornare a casa per il parto, il luogo e la situazione non sono  adatti per un evento tanto delicato. La nonna Amalia che ci accompagna, in questa urgente occasione si adegua  a levatrice, anche se inesperta,  non ci sono alternative. La stradina verso il poggio non è molta, ma sembra infinita, la pioggia sottile e fastidiosa, la mamma è pallida e sembra cadere a ogni passo. Arrivati, la casa e la stalla sono già un inferno, tutto è a fuoco. L'odore acre della carne bruciata entra nelle narici, una mucca muggisce in continuazione nella sofferenza data dal fuoco. Bisogna ritornare al rifugio. Sorretta dalla nonna,  mamma si lamenta per il troppo dolore, ma si ripercorre il sentiero, quando all'improvviso, il crepitio dei fucili e il sibilare delle pallottole ci sorprende; non c'è riparo sicuro, unica alternativa un pagliaio a pochi metri, ma la corsa finisce subito. La nonna muore per prima, la mamma colpita al ventre cerca di ripararmi, sento il sangue colarmi dalle ferite, i suoi urli strazianti mi entrano nel cuore e non potrò mai più dimenticarli. E' sera con il buio mi vengano a prendere dal rifugio, mi sdraiano su un mucchio di fascine avvolto nella coperta della mamma, aspettano soltanto la mia morte. Percepisco la voce di mio padre Armando, è disperato, ha perso tutto in un giorno solo, non vuole più nascondersi, vuole solo farsi prendere e morire, non ha più niente per cui vivere. Passano due giorni, mi riprendo, non era giunto ancora per me l'appuntamento con il destino. Ci prelevano le SS dal rifugio e ci portano verso Serana, come in una processione, sospinti dai fucili. Sulla strada, morti e vivi si confondono tra di loro, un inferno. Ho dovuto dire addio troppo presto ai miei genitori, una parte di me se n'è andata con loro e la loro scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile dentro di me. Voglio credere che da dove sono mi stiano guardando e mi stiano regalando un sorriso. Saranno sempre nel mio cuore. Ciao Martina, ciao Armando. Se il vostro sacrificio è servito per avere un mondo migliore sono fiero di essere vostro figlio.

                                                                                  Franco

Franco Leoni Lautizi è un testimone davvero speciale. All'età di sei anni riuscì, grazie al sacrificio di sua madre Sassi Maria Martina, a salvarsi dalla strage di Marzabotto, il più feroce eccidio   di civili in Italia ad opera delle SS comandate dall'ufficiale tedesco W. Reder, che dal 29 settembre al 5 ottobre 1944 massacrarono per rappresaglia 770 civili innocenti, dei quali 216 erano bambini, la cui storia personale è narrata nel film L'uomo che verrà (Italia 2009).  Creando una forte empatia con gli studenti, il Sig. Leoni in ogni incontro rimarca la discrepanza di come le giovani generazioni di oggi vivano la loro vita dettata dalla aleatorietà dei social, come direbbe Umberto Eco, costretti in un eterno presente e l'incubo della ferocia di quei giorni, che ancora lo perseguita giornalmente. Franco ha scritto in memoria della propria mamma,  la poesia "A mia madre", la quale in procinto di partorire lo ha protetto col proprio corpo dalle mitragliate tedesche lasciandolo ferito e motivo di orgoglio per lui, perché posta all'inizio del sentiero di Cà Dorino, che porta al rifugio di Monte Sole. A lei e a tutte le donne di Monte Sole è dedicato questo sentiero.

 

Con il TUO CONTRIBUTO, ci aiuterai:

1.     a garantire n. 15 percorsi di sensibilizzazione in 15 scuole, dalle primarie alle secondarie, della provincia di Rimini sul tema: vittime e conflitti.

2.     a sovvenzionare n. 5 viaggi di istruzione  a Marzabotto, affinché gli studenti possano visitare personalmente i luoghi del racconto di Franco.  

Attraverso l'ascolto delle storie di vita dei nostri testimoni orali, tutti volontari dell'Associazioni Nazionale Vittime Civili di Guerra Onlus, che hanno subito nel corpo e nello spirito la brutalità e la disumanità della seconda guerra mondiale, desideriamo far entrare i giovani nella storia coinvolgendoli in un percorso di crescita, di arricchimento  e condivisioni di valori  sui temi della PACE.

Per questi motivi, l'ANVCG Onlus, Sezione Provinciale di Rimini, particolarmente impegnata nella trasmissione della conoscenza  e sensibilizzazione delle memoria storica, con l'ausilio del progetto didattico "Storia per tutti", ha pensato di realizzare seminari, attività di educazione alla pace e viaggi della memoria,  rivolti agli  studenti  delle scuole primarie di primo e secondo grado  e agli alunni delle scuole secondarie.

Vogliamo raggiungere il maggior numero di GIOVANI, che sono il nostro futuro e seminare il germe della NON VIOLENZA e  del PERDONO, perché germogli il FIORE  della GIUSTIZIA  e della PACE.

Anzi, col TUO AIUTO potremo fare di più: a conclusione del percorso didattico in classe, potremo sovvenzionare viaggi della memoria a Marzabotto ad un numero maggiore di studenti, dando loro la possibilità di assistere alla  testimonianza sul campo  di Franco, proprio in quei luoghi natali che hanno visto sterminare tutta la sua famiglia.

DONA OGGI, dai la possibilità ad un giovane di ENTRARE nella STORIA e contribuirai  alla formazione di un CITTADINO migliore di DOMANI.  

GRAZIE.

Reward: per ogni donazione, verrà inviato il dvd "Il testimone passato", raccolta di testimonianze di vittime civili di guerra.

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